lunedì 24 novembre 2014

Ammirazione

         
 

   Il fascino è solo nell'esteriorità? Moltissime volte è stato affrontato quest'argomento, ma nonostante il già detto oggi mi va di scrivere sull'interiorità, sul fascino che conquista per ragioni diverse dall'aspetto esteriore destinato a deteriorarsi.
 
   Il fascino della cultura, di una professione di spicco, del talento, della parola, del carattere, dell'umorismo, dell'ironia, sono doti eccelse che non temono il trascorrere del tempo anzi, migliorano con la saggezza dell'esperienza. Ecco... il corpo invecchia, ma la mente se ben custodita acquisisce più bellezza.
 

   La cultura si apprende per forza di cose e s'impara anche per vocazione: occorre conoscere erudizioni per far parte di un mondo civilizzato, l'alfabetismo è sempre più un ricordo, uno scomodo ricordo. La cultura di base serve a sopravvivere e non possiede fascino, mentre la cultura profonda acquisita per passione e impegno ammalia e attrae se l'acculturato possiede anche il dono dell'umiltà: è insopportabile l'ostentazione sotto forma di esibizionismo.
 

   Il fascino della professione, di quelle professioni di tutto rispetto e anche di quelle degne di nota con quell'aura luminosa avvolgente. Immaginiamo un direttore d'orchestra sul podio di un teatro, anche fosse un uomo insignificante, lì con la bacchetta in mano, durante la guida e la coordinazione dei musicisti, acquista il fascino dell'atmosfera e del prestigio. E che dire di un chirurgo durante una lezione d'anatomia chirurgica, anch'egli attrae per l'abilità delle sue mani che delicatamente sezionano e aprono orizzonti affascinanti per gli allievi e futuri medici.
 

   L'arte oratoria incatena le folle, le attrae;  pensiamo a un abile presentatore che sia di piazza o televisivo, sfruttando le sue doti comunicative affascina più del suo aspetto. Sono abili oratori i paladini, si fa per dire, della giustizia: un'arringa avvincente non passa inosservata, un'oratoria se ben costruita anche essendo a braccio ha il potere di concentrare l'attenzione, non sull'aspetto dell'oratore ma sull'abilità che giunge dalla sua capacità interiore.


   L'umorismo e l'ironia vanno a braccetto e sono doti che conquistano gli ascoltatori, difficile restare indifferente a quell'umorismo di classe condito da gradevole ironia. Ma non solo anche gli scrittori adoperano l'ironia per affondare la penna in situazioni delicate: il velato condito da locuzioni piacevoli ha più effetto della cruda verità.
 

   Il talento è una dote naturale, chi lo possiede ha di suo un fascino irresistibile quando il talento è ben sfruttato. L'osservatore conquistato dal talento avrà occhi solo per quella capacità unica e speciale. Ma al talento serve la passione, l'impegno costante, affinché il suo talento dia frutti: le doti naturali vanno coltivate e non lasciate perire dall'inerzia deleteria.
 

   Ci si può innamorare di una persona che sprigiona fascino dalla sua interiorità? Certamente si e quel sentimento perdura se l'aspetto interiore ha un valore aggiunto, quello della modestia. Ma quando la consapevolezza d'essere superiori si vanta dei propri meriti, umiliando chi ha occhi per quella superiorità, il sentimento è destinato a soccombere e l'ammirazione a trasformarsi in dispregio.
 

   Interiorità, ossia aspetto interiore, non appare a prima acchito, ma quando si manifesta a chi sente particolare attrazione per quel genere d'aspetto è qualcosa di magico al quale è difficile resistere. Se poi dovessero incontrarsi le affinità elettive, secondo Johann Goethe, vi sarebbe il connubio perfetto: corpo e anima.

2 commenti:

  1. Sicuramente talento, professione, successo, hanno un elevato potere che va oltre l'esteriorità. Di contro oggi c'è la consapevolezza che non tutti i successi sono limpidi e non a tutte le professionalità di prestigio si arriva dopo un percorso lineare e concreto e può capitare di provare profonda ammirazione per persone che rispondono ad altri requisiti che noi siano squisitamente di carriera e professionalità. Moralità, ad esempio,onestà intellettuale, coerenza, valori, sostanza morale, etc...
    Saper ammirare è una gran bella cosa perchè è una capacità complessa: ammirare significa anche saperci confrontare coi successi e la positività dell'altro in modo sereno e obiettivo. Può diventare una verifica personale e un'occasione, quindi, di crescita.
    Un abbraccio, buona notte
    Marirò

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    1. Nel mio post non parlo esplicitamente di moralità, valore imprescindibile nel campo di quelle professioni particolari dove le capacità personali sono fondamentali. Al giorno d'oggi esistono percorsi poco limpidi, ma essere un bravo chirurgo e un direttore d'orchestra richiede professionalità: impossibile operare o dirigere un'orchestra se non lo si sa fare. Poi per quanto riguarda quelle professioni alle quali si giunge anche senza capacità, ebbene credo che poi giungerebbe la delusione. E' ammirazione senz'altro anche per chi possiede quei valori che tu citi, quelle virtù speciali che sono un bene prezioso per chi ha la fortuna d'incontrare un'anima così eccelsa.
      Grazie per l'arricchimento al mio post.
      ricambio di cuore
      annamaria

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