
(un piccolo racconto di rientro, buona lettura)
Ed era venuto il
giorno della consapevolezza, mai avrebbe pensato che la vita potesse cambiare
rotta. Era accaduto all'improvviso e si era ritrovata privata del consueto al
quale non aveva mai dato importanza. Le era scesa una doccia fredda: comprese
la precarietà delle certezze e di come non avesse considerato tutto ciò che la
circondava e che ora l’affascinava.
Si osservò. Era sempre la stessa ma i suoi
occhi coglievano particolari prima irrilevanti, perché erano con lei da sempre.
La bellezza del tappeto di fiori, il verde delle piante ornamentali collocate
in giardino e l’immensa zona living della casa d'élite affacciata sul parco,
ora avevano una sua visione diversa. Tutto ciò era per lei scontato: ne faceva
parte dalla nascita, non aveva sudato sangue per guadagnarselo. E allora si attaccava
alle inezie ed era sempre alla ricerca di nuove emozioni. C'era stato un tempo
in cui aveva partecipato alle risse di piazza: dove c'era una pacifica
manifestazione, lei con altri "radical chic" accorreva e calandosi un
passamontagna, armata di bastone, sfasciava vetrine di negozi, una botta e via.
Successivamente volle provare il brivido del lancio dei sassi, conobbe un altro
gruppo appartenente alla città bene, giovani ricchi nullafacenti, tediati della
vita: nulla li emozionava ma i sassi dal cavalcavia sì, e allora si aggregò. La
fece franca, nessuno sospettava: apparteneva a una famiglia prestigiosa con una
morale esemplare, mai avrebbe potuto essere perseguita e tra l’altro con il
camuffamento non si era fatta riconoscere.
Abbandonò questo stile
comportamentale: le venne a noia e meditava di arruolarsi in qualche zona
sperduta, avrebbe combattuto in nome di un presunto Dio che nulla chiedeva se
non la pace, per i sostenitori del male era l’esatto contrario.
I genitori non
c'erano mai, che strano rapporto: da piccola affidata alle baby sitters e da
grande nei collegi di lusso, che stramba famiglia! Era cresciuta privata del
contatto amorevole, quando tornava a casa i genitori o erano al lavoro o erano
fuori per altri scopi, per cui non era necessario comunicare loro ogni sua iniziativa,
le servivano per ora solo i soldi per il biglietto aereo e altri denari per la
sopravvivenza iniziale e a questo le sue carte di credito erano più che
sufficienti.
Il viaggio alla ricerca del brivido non ebbe mai inizio: le carte
di credito improvvisamente erano azzerate e dei genitori non v’erano tracce. Erano
scomparsi insieme al conto in banca, anche in azienda non sapevano dove fossero
e gli ordinativi esigevano la loro presenza; c’erano decisioni da prendere,
spedizioni importanti da effettuare.
Viveva ancora nel suo guscio dorato che
non poteva permettersi e del quale ne apprezzava in quel momento il valore. Non
conosceva il lavoro, non sapeva prendere decisioni imprenditoriali, aveva studiato
con scarsi profitti e quella laurea in economia non l’aveva mai conseguita; si
ritrovava con un modesto diploma da ragioniera e con lo sgomento nel cuore,
altro che brivido da terrorista e aizzatrice di folle.
Un filmato attirò la sua
attenzione, era una notizia di cronaca nera, una notizia di dolore: vittime innocenti
in un ATTENTATO. Corpi sparsi sul pavimento di un noto locale, altri fuori sul
selciato e gente terrorizzata che inebetita offriva i suoi sguardi pietosi.
Spense il televisore, la decisione era presa!