
Conoscevo Vauro Senesi per le sue vignette dalla satira accattivante e mai banale: quando il pensiero si veste d’ironia sarcastica, puntando il dito sui difetti, presunti errori, distrazioni, manchevolezze del malcapitato di turno, e diviene un gradevole disegno sul quale sorridere nonostante sia una caricatura, allora stiamo parlando di un vignettista capace di suscitare ilarità e non risentimento,Vauro appunto. Ciò che non mi aspettavo, invece, era di leggere un romanzo di Vauro intitolato "Storia di una professoressa" e provare emozioni diverse dalla sua satira vignettistica: in questo libro ho scoperto uno scrittore sensibile dalla penna fluida che non lascia spazio alle interruzioni; in quarta di copertina è scritto che le sue sono storie di vita che sanno raccontarne molte altre.
Il mestiere d’insegnante se fatto con passione è una missione e Ester, la protagonista della storia, è una professoressa speciale che si prende a cuore i suoi ragazzi particolari; sono i figli disagiati dall’infima condizione sociale, sono i figli degli ultimi strappati al loro destino di esclusione, ma sono anche quei ragazzi che non hanno avuto la fortuna di nascere fisicamente normali e vivono la diversità scomoda a scuola. Ester si approccia a questi ragazzi diversi sin da giovane studentessa, quando il prete del suo paese crea il doposcuola per quegli scolari meno dotati e scarsi nell’apprendimento. Attraverso la vicenda di Ester, Vauro ripercorre quarant’anni di storia italiana che va dagli anni sessanta sino ai giorni nostri, storia della scuola ma anche della società e degli accadimenti che caratterizzarono quel periodo: la ribellione scolastica, il mutamento sociale, gli attentati e il cambiamento di studenti che in seguito a quelle stragi mutarono il loro pensiero.
Vauro ci fa conoscere Ester sin dall’infanzia che la vede amata dalla famiglia costituita oltre che dai genitori e una sorella, anche dai nonni figure portanti. Lei comincia la sua formazione scolastica presso le suore delle quali porterà sempre con sé un amabile ricordo, in particolare l’affetto di Suor Veremonda dotata di sensibilità e amore per l’insegnamento. Ester conserverà con cura un dono speciale della sua suora preferita, un fiocchetto rosso premio elargito alle scolare meritevoli.
L’adolescenza la vede studentessa liceale che prova attrazione per un ragazzo universitario più grande di lei di sette anni, Giovanni, il suo primo amore, e con lui diventa donna e sperimenta la convivenza lasciando la famiglia non ancora maggiorenne. Il rapporto con Giovanni futuro marito ha alti e bassi e durante una momentanea separazione, Ester, divenuta ormai professoressa, vive un altro sentimento che le farà comprendere l’importanza del suo primo amore. Ester professoressa si troverà così a dover seguire quei ragazzi difficili dallo scarso apprendimento e lo farà anche nelle vicende personali; unico obiettivo donare loro una speranza, ragione di vita e sarà proprio quella a stimolare l’interesse e il miglioramento intellettivo. L’amore che sente per i ragazzi lo dona con tutta se stessa anche al figlio adottivo nato con un deficit dell'ormone della crescita, lei non si scoraggerà e sarà una madre eccezionale: il suo amabile Simone farà progressi, ma non per sempre e questa vicenda dolorosa la segnerà, sarà l'insegnamento a riportarla alla vita.
Vauro ci fa conoscere Ester sin dall’infanzia che la vede amata dalla famiglia costituita oltre che dai genitori e una sorella, anche dai nonni figure portanti. Lei comincia la sua formazione scolastica presso le suore delle quali porterà sempre con sé un amabile ricordo, in particolare l’affetto di Suor Veremonda dotata di sensibilità e amore per l’insegnamento. Ester conserverà con cura un dono speciale della sua suora preferita, un fiocchetto rosso premio elargito alle scolare meritevoli.
L’adolescenza la vede studentessa liceale che prova attrazione per un ragazzo universitario più grande di lei di sette anni, Giovanni, il suo primo amore, e con lui diventa donna e sperimenta la convivenza lasciando la famiglia non ancora maggiorenne. Il rapporto con Giovanni futuro marito ha alti e bassi e durante una momentanea separazione, Ester, divenuta ormai professoressa, vive un altro sentimento che le farà comprendere l’importanza del suo primo amore. Ester professoressa si troverà così a dover seguire quei ragazzi difficili dallo scarso apprendimento e lo farà anche nelle vicende personali; unico obiettivo donare loro una speranza, ragione di vita e sarà proprio quella a stimolare l’interesse e il miglioramento intellettivo. L’amore che sente per i ragazzi lo dona con tutta se stessa anche al figlio adottivo nato con un deficit dell'ormone della crescita, lei non si scoraggerà e sarà una madre eccezionale: il suo amabile Simone farà progressi, ma non per sempre e questa vicenda dolorosa la segnerà, sarà l'insegnamento a riportarla alla vita.
Il romanzo è scritto in prima persona e lo scrittore ringrazia la professoressa Ester per la generosità con cui gli ha donato la sua dolorosa storia e la ringrazia anche per tutto ciò che ha dato a suo figlio che ha avuto la fortuna di essere suo alunno . I ringraziamenti proseguono anche in quarta di copertina dove è scritto: “A Ester e ai migliaia di insegnanti che ci credono ancora e che non hanno tappi di cera nelle orecchie.”