
Uno scorcio caratteristico della mia regione, i tanto rinomati trulli, costruzioni rurali pensate anche per sviare le imposte: all'occorrenza venivano demolite e ricostruite.
Ho appreso questa informazione qualche mese fa e non ho fatto a meno di riflettere sull'astuzia e sull'abilità dell'uomo che sin dai tempi remoti ha dovuto subire le angherie del potere ingiusto nei confronti del ceto meno abbiente.
Come facessero in quattro e quattr'otto a rimuovere ogni lastra di pietra grezza, una muratura a secco di spessore elevato, e successivamente a ricomporre l'intera costruzione modulare è per me un mistero. Non avevano studiato tecniche d'ingegneria eppure realizzarono nuclei abitativi dichiarati Patrimonio mondiale dell'umanità dall'UNESCO.
La forma conica, unita alla quasi assenza d'aperture, un'unica porta d'entrata e un finestrino quadrato, e il materiale adoperato permettevano un'inerzia termica: fresco d'estate e caldo d'inverno, la povera gente faceva di necessità virtù. Queste costruzioni caratteristiche sono al giorno d'oggi molto richieste nei luoghi di villeggiatura e non solo.
Sono contraria al mancato pagamento delle imposte, tutto dovrebbe essere a misura di reddito e sicuramente le cose funzionerebbero bene. Mentre per l'inerzia termica ora, dopo disastri edilizi di svariati anni, le nuove costruzioni, che si attengono alle recenti normative, sfruttano materiale ecologico che non disperde il calore d'inverno e mantiene il fresco d'estate: sono considerate di classe tripla "A".
Dopo secoli di errori e di costruzioni selvagge si è finalmente più attenti all'ambiente, all'uomo stesso e agli sprechi.
Dopo secoli di errori e di costruzioni selvagge si è finalmente più attenti all'ambiente, all'uomo stesso e agli sprechi.