venerdì 2 maggio 2014

Nuove opportunità

                      

   Nascono nuove opportunità di lavoro e si cercano nuove idee che un tempo non sarebbero state prese in considerazione, tutto pur di sopravvivere alla crisi fagocitante che vorrebbe impoverire tutti noi. Del resto è anche giusto che ci sia un rinnovamento e che ci si adegui alle richieste di mercato, richieste che non avrebbero avuto voce se la situazione fosse stata sempre uguale. Strano a dirsi, ma la crisi porta maggiormente alla luce quelle esigenze che riguardano il nostro stile di vita, stile a volte necessario per sopravvivere. 
   Esuliamo un po' dal problema e pensiamo a tutte le scoperte scientifiche, tecniche e altro ancora, esse sono il frutto di precedenti rivelazioni o errori che hanno dato la possibilità di mettere a punto quanto sia più idoneo alla nostra esistenza, a quelle esigenze che corrono con i tempi in cui viviamo. Lo stesso dicasi per il lavoro, mancando lo stesso, ci s'ingegna in lavori diversi che poi sarebbero il frutto di una rielaborazione dei precedenti, tutto per offrire un servizio che va incontro alle nuove richieste.
   Ora prendiamo ad esempio il lavoro di una baby sitter, una tata a domicilio che si occupa dei bambini in assenza dei genitori affinché essi abbiano l'opportunità di recarsi al lavoro o di svolgere quelle necessità che con i bambini piccoli non potrebbero in quanto quest'ultimi sarebbero d'intralcio. Poi vi sono gli asili nido per i piccolissimi, questi centri sono un valido aiuto per le mamme lavoratrici, ma ogni aula contiene un certo numero di bambini e non sempre le puericultrici riescono a svolgere tranquillamente il loro lavoro: più bambini più confusione. Se consideriamo la tata a domicilio, è vero che il bambino resta nel suo habitat con i suoi punti di riferimento, ma è anche vero che non socializza e non interagisce con i suoi coetanei, cosa davvero stimolante. 
   A tale proposito è nata da qualche tempo una figura di baby sitter con una collocazione diversa, la tata in questione riceve nel suo domicilio, è una mamma che mette a disposizione la sua competenza occupandosi di tre o massimo cinque bambini e offre un'opportunità alla mamma lavoratrice di potersi recare al lavoro. Le mamme baby sitter frequentano un corso presso la Regione con la super visione di una coordinatrice ed arrivano a guadagnare stipendi abbastanza elevati. Il nuovo servizio di asilo a domicilio è pensato dal Ministero delle Pari Opportunità e per cui il Governo ha stanziato circa dieci milioni di euro. Queste tate che si occupano dei bambini nel loro domicilio, si chiamano "Tagesmutter", termine tedesco che letteralmente vuol dire "mamme di giorno" e le stesse organizzano un calendario che concilia i propri orari con quelli delle mamme lavoratrici.
   Idee nuove per nuove opportunità: oggi non dobbiamo rimanere ancorati ai vecchi lavori, ma dobbiamo evolverci a seconda delle nuove esigenze, oggi più che mai dobbiamo essere creativi. 
   E come disse un Grande: "Il fine giustifica i mezzi" ma in senso buono!

6 commenti:

  1. Ciao annamaria!
    Sai che spesso sento parlare di questa nuova tipologia di asilo per i più piccini e la trovo davvero ottima
    Un abbraccio cara buona giornata! :)

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    1. Lo credo anch'io, Claudia, quelle mamme pazienti e davvero votate alla crescita, non avendo un lavoro, possono avere un'attività fra le loro mura e occuparsi anche dei loro piccini.
      Buon fine settimana.

      Un abbraccio
      annamaria

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  2. Nuove idee: ci vogliono, cara Annamaria!
    E speriamo in Renzi.
    Un abbraccio ^^

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    1. Speriamo, infatti.
      Un bacione
      annamaria

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  3. Che oggi si debba sperimentare la qualsiasi per la sopravvivenza è indubbio, andando anche a rispolverare anche le vecchie figure di un tempo . Le tagesmutter non sono altro che le zie o le comari del quartiere a cui venivano affidati i bambini al mattino presto prima di andare al lavoro. Non si pagavano, si ringraziavano con l'amicizia e con qualche regalino a Natale. Oggi non sarebbe necessario pagare salatamente le tagesmutter se i Comuni rivisitassero e/o avviassero seriamente gli Asili Nido , con ambienti e attrezzature idonei e sicuri, personale specializzato e rette mensili alla portata di tutte le mamme lavoratrici.
    serena domenica, ciao

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    1. Questo è pur vero: mancano le attrezzature idonee e le persone giuste, nel frattempo ci si organizza diversamente, anche perché non tutti hanno le mamme disponibili o altri parenti, pensa a chi abita in un luogo diverso da quello d'origine.
      Buon inizio di settimana
      un abbraccio
      annamaria

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