La follia umana è sempre patologica? Un tempo esistevano luoghi, case di cure riservate agli psicolabili, ai dementi, in definitiva i manicomi, luoghi in cui la vita si annullava, ma perlomeno non erano messe a repentaglio le vite di coloro che, per uno strano gioco del destino, divenivano bersaglio del folle. Al giorno d'oggi vi sono cliniche psichiatriche che a breve degenza supportano il malato con palliativi medici che donano solo un temporaneo benessere, fatto di torpore forzato e stato di alienazione, in definitiva una cura del sonno indotto. E sin qui c'è comprensione, anzi amarezza per i soggetti nati con un cervello incontrollabile che rende la loro vita, una non vita: la passività e l'irrazionalità creano un allontanamento dal mondo. Loro non hanno chiesto di nascere diversi e hanno tutta la nostra comprensione, certo accompagnato da timore; ma quando una persona, nata con un cervello superiormente dotato, sceglie di essere folle, sceglie di comportarsi da squilibrato assetato di sangue umano; quando un essere vivente, nella fattispecie umana, sceglie la strada della follia, allora verrebbe voglia di non voler far parte più del genere umano. Sono all'ordine del giorno i casi di follia omicida, le motivazioni: gelosia, timore dell'abbandono, rifiuto alle separazioni in atto, mancanza di lavoro, contestazioni di natura religiosa e politica; una società che, anche nascendo sana, sceglie la strada della follia, del terrorismo da brivido.
La storia ci racconta di efferatezze di ogni genere, i campi di concentramento ad Auschwitz non hanno avuto quel solo teatro, da tempo memorabile le atrocità perpetrate dall'uomo nei confronti dei suoi stessi fratelli sono agghiaccianti e a testimonianza, oltre agli scritti ,vi sono musei che espongono i metodi di tortura del periodo di riferimento. Di avvenimenti crudelmente cruenti ve ne sono tantissimi e ancora oggi anche nella nostra Italia, il folle per scelta compie uccisioni da film dell'horror.
Ma oggi vorrei rispolverare un po' di storia non molto lontana, siamo al tempo dell'Unificazione dell'Italia, migliaia di resistenti e soldati del Regno delle Due Sicilie, deportati al nord, morirono di stenti e per accelerare il lavoro, nei luoghi di segregazione furono tolte porte e finestre, il tutto a quasi 2000 metri, infine quei corpi furono sciolti nella calce viva! Migliaia e migliaia di meridionali fedeli al re furono deportati e subirono le più atroci torture, non furono risparmiati i civili, fra i quali donne e bambini. Infatti l'ex Presidente della Repubblica ricordando i fatti storici ha detto che si dovrebbe istituire un giorno della memoria per tutti quei meridionali che provarono Auschwitz anzitempo, vi sono anche foto di persone scheletriche in tutto simili a quelle dei deportati nei lager nazisti.
Ora tornando al discorso della follia e precisamente a quella improvvisa perdita d'identità e di razionalità, quella follia punita dalla legge: per questi folli si spalancano i cancelli dei manicomi criminali, veri lager senza ritorno e del resto l'omicida perdendo la ragione non potrebbe scontare la pena in un carcere normale. Ma la mia analisi mira a puntare il dito sui folli per scelta, sui quei folli plagiati da falsi ideali, folli che entrano a far parte di gruppi terroristici con ideali di conquista e asservimento, ideali che per i leader di questi movimenti sono giustificati dalla ribellione al potere che essi stessi hanno subito.
Una follia così m'inquieta e anche molto, la minaccia è forse dietro l'angolo? Oppure occorre conviverci perché a detta di molti, la follia c'è sempre stata e l'animo malvagio è difficile da convertire.