Quando una poetessa
decide di scrivere di sé lo fa con una sensibilità diversa, anche perché
raccontarsi, è come denudare la propria anima. Ma Cristina sceglie un tipo di
narrazione a volte ironico che non stanca il lettore e soprattutto non tenta d’intenerirlo
con patetiche sdolcinature. Una narrazione non consequenziale e il ricorso a
flashback danno vita alla struttura di questo romanzo autobiografico.
L’uomo nero, il
carbonaio, apre il romanzo, è colui che è rimasto impresso nella memoria della
bambina autrice, è quella figura che incuriosiva e forse atterriva; la moglie
di costui, anch’essa dall’aspetto poco consolatorio, vendeva il ghiaccio e la
bimba Cristina vi si recava per acquistarne: al tempo non esistevano i moderni
frigoriferi e le bambine svolgevano
mansioni che non penseremmo mai ai giorni nostri. Il primo capitolo è dedicato
all’infanzia vissuta anche con i nonni e ci fa conoscere le abitudini
dell’epoca in cui l’aggregazione familiare era la normalità: tutte le mansioni
si svolgevano nella medesima stanza ove poco arredo assolveva al compito. E
sarebbe stato bello se fosse continuato: il collegio divenne il nuovo habitat
di Cristina che conobbe il disagio delle camere fredde e buie e la sofferenza
delle ingiuste punizioni. Sua madre quando seppe la trasferì in un altro
collegio che non potette frequentare sino al compimento degli studi nei quali
brillava: doveva occuparsi del fratellino appena nato. E poi a diciotto anni la
violenza subita e non compresa, dicevano di lei che se l’era cercata. Allora il
volo dal quarto piano e restare in coma, risvegliarsi e affrontare i dolori di
un corpo fratturato, lunga fu la ripresa nel corpo e nello spirito.
Il matrimonio, la nascita di quattro
figli, viva per miracolo ancora una volta in seguito a interventi importanti e
la rinuncia alla proposta di realizzarsi nel campo dell’arte. L’amore per la
lettura sarà l’appagamento consolatorio che le donerà quelle risposte cercate e
quella sete del sapere. Tutti momenti che hanno caratterizzato la vita
dell’autrice, momenti di vita sofferta che ha imposto dei sacrifici, ma anche pagine di aneddoti godibili di vita familiare e amicale. In seguito la gioia di poter esternare le emozioni attraverso la scrittura che diviene
sinfonia poetica alta: sarà la poesia a far apprezzare le doti creative di
Cristina, il web le donerà quelle soddisfazioni meritorie e gratificanti.
Le parole sono per
Cristina come le note di un pentagramma che si stampa nel cuore e nella mente
con i suoi ritmi e le sue melodie, e in questo libro ritroviamo la purezza
della sua scrittura, la sua armoniosità che ripercorre il passato sino al
presente, storia di una vita che non va dimenticata.