Una domenica sera di fine maggio, l'aria è fresca e poco estiva, chi questa mattina aveva voglia di una capatina al mare sicuramente ha dovuto rinunciare, i mattutini raggi solari a tratti coperti da nuvole birichine non hanno riscaldato a sufficienza e la gente ha tirato fuori dai bauli i golf invernali. Mentre scrivo ho ancora davanti le immagini di un passato molto remoto, un passato che mi ha sempre affascinato più di qualunque altro: la vita dei faraoni, uomini pregni di un protagonismo smisurato, uomini che hanno lasciato un segno unico e straordinario.
I faraoni egizi, dopo tremila anni di storia ancora suscitano interesse: questi sovrani hanno consegnato ai posteri costruzioni imponenti e ricche di fascino, costruzioni che continuano ad essere oggetto di studio e lo saranno anche in futuro; un importante archeologo in una recente intervista ha affermato che c'è tanto ancora da riportare alla luce e gli scavi si susseguiranno per un periodo che non si conosce.
I faraoni realizzarono il loro sogno, il passaporto per l'eternità, grazie ai progetti particolareggiati d'ingegneri e di architetti dotati di una maestria e di un talento eccezionale, e grazie anche agli artigiani capaci anch'essi di un'abilità fuori dal comune. Le enormi costruzioni erano abbellite da obelischi, monumenti celebrativi posti all'ingresso dei templi, questi obelischi superavano in altezza i templi stessi. Gli artigiani svilupparono la tecnica dei muretti realizzati con i mattoni di fango, mattoni leggeri e maneggevoli che posizionati uno accanto all'altro creavano l'effetto muro, al quale veniva lasciato volutamente un'apertura superiore riempita di sabbia nella quale calavano l'obelisco; facendo fuoriuscire la sabbia dalla parte sottostante del muro, l'obelisco imponente, alto anche più di quaranta metri, si posizionava eretto, il muretto di mattoni di fango veniva rimosso e l'obelisco restava in piedi senza aver lasciato traccia del procedimento precedente. Incredibile! Eppure questa è la spiegazione che ho ascoltato ieri sera in un documentario molto interessante, preferisco questo genere di programma ai soliti noiosi film o trasmissioni sciocche e poco formative.
Il culto dell'eternità, il parossismo dell'ideologia della vita oltre la morte secondo i loro canoni, un risveglio corporeo della famiglia sovrana nello stesso ambiente lussuoso appartenuto in vita. Questa concezione fantastica, comunque, ci ha consegnato meraviglie monumentali che saranno sempre oggetto di studio; l'eternità i faraoni in fin dei conti l'hanno realmente conquistata, un passaporto forse eterno e straordinario che continua ad affascinare ora e sempre, peccato che essi continuino ad osservarci dai loro sarcofaghi.