"Habemus papam" , il precedente post è dedicato alla storia, alla memoria del nostro vissuto che in qualche modo è la causa degli accadimenti contemporanei. Ovvio che nel presente chi è sulla scena è quasi sempre l'artefice delle situazioni e che l'uomo per certi aspetti dovrebbe imparare dagli errori del passato, del quale viene a conoscenza attraverso la storia, ovvero l'argomento del mio precedente modesto post.
L'incipit di questo argomento c'introduce all'oggetto vero e proprio - "l'elezione del Papa" e a tal riguardo se mi si permette, farei qualche considerazione non prima di aver ricordato quale fosse il mio desiderio, ossia un vescovo di Roma semplice, umile e a disposizione degli ultimi, dei poveri. Guardavo, attraverso lo schermo del televisore, l'uscita del nuovo Papa, si sa il televisore a quell'ora serale è acceso e la mia attenzione è richiamata dall'edizione straordinaria, e mentre mi affaccendavo nella preparazione della cena ho seguito il rituale dell'habemus papam come fosse un rituale già sperimentato, così con non molta partecipazione. Poi all'apparire del vescovo di Roma, così lui si è denominato: non ha mai pronunciato la parola Papa, proprio per quell'umiltà che ho colto nella sua espressione, il mio interesse è cresciuto e la vista del nuovo Papa mi ha trasmesso gioia, serenità, dolcezza, disponibilità. Ho colto un sorriso buono che mi ha riportato indietro nel tempo al brevissimo pontificato di un altro Papa mite e disponibile, il compianto Papa Luciani, questo Papa gli somiglia anche nei tratti del volto e la sua semplicità l'ha dimostrata nella scelta del nome, "Francesco", mai nessun altro l'aveva scelto prima.
Ebbene nel precedente post, accentuavo la figura dei frati che si rifanno al modello del poverello di Assisi, questo Papa ha tutti i presupposti che portano a pensare che voglia rifarsi al modello di umiltà di San Francesco. Mi è piaciuto il discorso, l'approccio con la gente, il suo sorriso comunicativo e esplicativo quanto le sue parole non costruite, ma dettate dal suo cuore. E' argentino, ma ha origini piemontesi, è estremamente colto, ama i film, lo sport, particolarmente il calcio e gli piace il tango, è un essere umano con le sue passioni alle quali in primis mette l'amore per i poveri. Ha chiesto la benedizione per sé, affinchè riceva l'aiuto giusto per ricostruire la chiesa cattolica che ha subito varie calamità.
Auguriamoci che realmente ce la possa fare e che possa far rinascere ciò che sembrava perso; per ora abbiamo nuovamente un Papa che non ha nulla della precedente distante freddezza di Ratzinger che, anche se accennava un sorriso, era pur sempre un sorriso glaciale: ognuno ha la sua personalità!