Una comunicazione creativa qui.
Buon inizio settimana a tutti!
lunedì 30 gennaio 2012
giovedì 26 gennaio 2012
Una scelta
A volte le delusioni portano a scelte non giuste e si finisce per dare un taglio alla propria esistenza, entrando a far parte di un ordine religioso. E' come rifugiarsi in un'altra realtà lontana dai canoni umani, come se la vita spirituale sanasse le ferite e desse pace al cuore amareggiato e deluso.
E' giusto farlo? Quelle certezze potrebbero vacillare? Qui un racconto in tema.
E' giusto farlo? Quelle certezze potrebbero vacillare? Qui un racconto in tema.
giovedì 19 gennaio 2012
Riflessioni di lettura
Quando un libro mi colpisce per bravura e per doti scrittorie, amo scrivere delle riflessioni personali, è come mettere nero su bianco le mie emozioni per fissarle nella memoria. Coloro che mi conoscono sanno che mi cimento in considerazioni riguardanti la trama e l'autore del testo.
Qui parlo di un romanzo breve che ha tutti i requisiti sopraindicati.
domenica 15 gennaio 2012
Insoddisfazione
Aveva un sogno nel cassetto, ma aveva buttato via la chiave: le circostanze lo avevano imposto e, poi, aveva una natura accondiscendente, non riusciva a prendere in mano il timone della sua vita, piuttosto si lasciava guidare. Il suo atteggiamento non le creava problemi, ma le lasciava nel profondo una strana insoddisfazione che riaffiorava durante i periodi bui. Faceva progetti, quando le ritornava il ricordo di quel sogno, e si diceva che avrebbe guidato lei la sua barca, ma tutto procedeva come sempre senza scossoni.
In fin dei conti cosa le mancava: se si guardava intorno era stata fortunata, quel sogno l'aveva sostituito con altre attitudini tutte realizzate e apprezzate. Lei era "più" in molte cose, erano fieri di lei. Però quel desiderio antico tornava a bruciarle e a chiederle: "Ma perché, forse avresti dato un contributo diverso alla società?" Erano quelli i giorni in cui si detestava, non le andava bene nulla, eccetto il sentimento che l'appagava. Può solo l'affetto colmare le naturali inclinazioni ed emozioni, può appagare tutte le richieste interiori? Non lo sapeva o forse sì, scacciava via una probabile risposta e continuava a navigare sulla rotta che altri avevano scelto per lei che non aveva avuto il coraggio di ribellarsi e di prendere una posizione.
Quante di noi sono così? Ma il discorso potrebbe essere al maschile, non cambierebbe nulla: capita anche all'uomo di lasciarsi travolgere dagli eventi oppure di subirne l'ondata, non sempre si è artefici del proprio destino. Un interrogativo che sembrerebbe di scarsa importanza in un momento travagliato da eventi importanti dai quali dipenderà il nostro futuro, ma se pensiamo a tutte le persone insoddisfatte, forse ci verrebbe da considerare che il seme della frustrazione potrebbe trasformare gli animi.
Lascio a voi la probabile risposta, perchè la lei dell'incipit ha continuato la sua vita senza danni, ma altri, covando malcontento represso, probabilmente hanno dei cambiamenti interiori dannosi non solo per se stessi. Quanti ribelli, violenti e facinorosi sarebbero stati pacifici, se non avessero coltivato radicate e sopite insoddisfazioni frutto anche del loro contesto abitativo? Animi che inizialmente subiscono e, in seguito, hanno reazioni impensate e assurde che si ritorcono a svantaggio dell'umanità!
lunedì 9 gennaio 2012
giovedì 5 gennaio 2012
Apparizione
Le festività natalizie sono al termine: domani si chiude con l'Epifania, solennità dell'apparizione divina. Le strade torneranno alla veste abituale, luminarie e festoni saranno rimossi; così nelle case: i decori, lucine e alberi artificiali e non, verranno riposti nel loro posto abituale. Le festività che stanno per terminare sono a carattere religioso, altri sostengono di origine pagana, in qualunque modo si interpreti, la festività dovrebbe essere un momento di unione pacifica, di convivialità aggregante. Per tanti è stato così, per altri un po' meno, per altri ancora solo disperazione per le condizioni proprie o familiari: se non vi è tranquillità economica o peggio ancora mancanza di affetti o di salute i giorni di festa acutizzano i problemi. Durante queste giornate non sono mancate le notizie preoccupanti, comunicati imperativi di rigore, "restrizioni-sacrifici", ma non solo: la cronaca nera, ormai all'ordine del giorno, non ha mancato di appesantire i nostri cuori; per ultimo stamani la notizia di un cinese morto con la sua piccoletta di nove mesi, durante una rapina subita mentre rientrava a casa con la moglie; il deceduto portava con sé l'incasso della serata, un onesto lavoratore falciato da gente senza scrupolo, balordi italiani.
So bene che la vita è stata sempre difficile, la prepotenza e la supponenza o meglio ancora la mancanza di valori umani hanno portato alle lotte, alle prevaricazioni, alle violenze. Che dire di quella ragazza violentata l'altra notte, mentre attraversava una zona deserta in compagnia del suo fidanzato, non era da sola, per lei domani non ci sarà nessuna festa. Come per la sopravvissuta donna cinese che non ha più una famiglia: le è stata strappata con furore da quattro svitati senz'anima, e chissà quanti altri non potranno festeggiare a causa di usurpatori della vita altrui. Questo è il mondo, finché vi sono problemi che si possono affrontare con l'impegno, con il sacrificio la soluzione emerge, a fatica ma si trova, ma essere mortalmente feriti nell'anima e nel corpo rende la vita un peso, un travaglio difficile. Alcuni hanno trovato consolazione donando uno scopo al loro martirio: si sono prodigati per altri che hanno vissuto la stessa pena, perché nei cuori buoni nasce il seme della solidarietà.
"Epifania, apparizione divina" - nonostante il male continui a serpeggiare e a seminare zizzania, il bene in sordina continua la sua ascesa perché lui crede a quella luce: sia che spunti da oriente o da occidente, ciò che conta è amare gli altri come vorremmo, amassero noi stessi.
giovedì 29 dicembre 2011
Notte di capodanno

C'era stata una nevicata che aveva imbiancato ogni cosa, il battente della finestra era incastrato, occorreva uscire fuori per scostare la neve, ma anche la porta non scorreva, pareva sigillata. La legna stava per terminare, tutta la notte le braci erano arse nel caminetto e Poldo non l'aveva spente: sua moglie era febbricitante nel letto sistemato lì in soggiorno. Valeria e Massimo, i due figli adolescenti, si erano addormentati sul divano, mentre lui era rimasto a vigilare e a pensare.
Aveva avuto una vita ricca: non gli era mancato mai nulla, un lavoro fiorente e una bella famiglia che ora apprezzava. S'era dato ai bagordi, allo sperpero e concedeva fin troppo ai figli che crescendo senza freni avevano creduto che la vita fosse facile. Sua moglie di origini umili, gli ricordava che non sempre la ruota gira nel verso giusto e che un buon genitore deve anche saper negare. Lui, Poldo, che strano nome sembrava uscito da una favola, era un tipo che non accettava consigli: la vita doveva essere godereccia per essere felice. Quanto lo annoiava quella moglie previdente e saggia, finiva per sfogare la monotonia di casa nel privè di un amico, poker e belle donne.
"Papà, per questo natale mi regali il nuovo modello Nokia, tutte le mie amiche ce l'hanno. "
"Papà, il motorino dell'anno scorso è passato di moda, per natale mi regali l'ultimo nato."
Richieste solo richieste, lui era per i figli una fabbrica di soldi. Perché non aveva dato retta a sua moglie, perché aveva sempre speso tutto senza pensare al domani?
Guardava sua moglie, com'era bella e pura, nulla a che vedere con le balorde di quel locale privato, lui non si meritava quella fortuna ed ora la vita gli presentava il conto: aveva perso il lavoro e la sua preziosa compagna forse non ce l'avrebbe fatta, la febbre non calava ormai da una settimana. Pensieri, su pensieri, riflessioni che mai l'avevano sfiorato, ora lo stavano avvilendo.
Era la notte di San Silvestro, in lontananza il cielo era tornato scuro: i bagliori dei botti erano cessati. Lui aveva dovuto improvvisare una parca cena di fine anno, in casa non c'erano provviste: non aveva provveduto e s'era inventato la scusa che non sapeva dell'arrivo della burrasca ed invece ne era informato, e non solo gli ultimi soldi li aveva spesi in frivolezze per se stesso. Irresponsabile e immaturo, ecco cos'era, ora lo riconosceva; allora pianse, lo fece di nascosto e s'inginocchiò dinanzi alla grotta che sua moglie ogni anno allestiva e chiese perdono, in cambio avrebbe mutato vita se sua moglie fosse guarita, con lei ce l'avrebbe fatta e non solo, lui l'amava.
Era la mattina di capodanno, il sole splendeva nel cielo, la neve cominciava a sciogliersi e Poldo poté aprire l'uscio, almeno avrebbe recuperato la legna che era sotto il porticato. Entrò in casa con le braccia cariche e con gioia vide sua moglie seduta al letto, i figli gli sorridevano augurandogli "buon anno", non mostravano malumore e non chiedevano dove fosse la strenna che lui ogni anno lasciava davanti al caminetto. Cosa era successo, non riusciva a spiegarselo, poi si ricordò della sua promessa e comprese che quella era la vera felicità; a tutto il resto avrebbe trovato una soluzione, era ancora in tempo per rimediare.
BUON
A TUTTI!
Etichette:
auguri,
capodanno.,
emozioni,
pensieri,
racconto,
riflessioni
Iscriviti a:
Post (Atom)